V

pipe
Partagas
Montecristo
H. Upmann
Romeo y Julieta
Punch
Saint Luis Rey
Quay D'Orsay
Cuaba
Trinidad
Guantanamera
Juan Lopez
Fonseca
Bolivar
Cohiba
Ramon Allones
Vegas Robaina
S. Cristobal - Habana
Hoyo de Monterrey
El Rey del Mundo
La Gloria Cubana
Sancho Panza
José Piedras
Rafael Gonzalez
Por Larranaga
Quinteros
Aristoff
Ashton

Cicero
El Credito
Indian
Joya
La Tradiciòn
La Finca
Macanudo
Sosa
P Garcia
Peterson
MiCubano
La Rica
Presidente
Quorum
Remedios
Santa Clara
Torano
Villar Villar

Sigari Toscani

Davidoff

Tabacchi pipa

PER QUALSIASI RICHIESTA, INFORMAZIONE O SUGGERIMENTO info@lospacciodeldoganiere.it

I sigari

Il sigaro cubano: ragioni del successo In tutto il mondo il sigaro per eccellenza, quello che ha definito la storia di questo oggetto del desiderio, è il cubano. Le ragioni di tale successo sono di carattere culturale, commerciale, ma prima di ogni altra considerazione, si deve riconoscere che l'egemonia che gli Habanos hanno raggiunto sul mercato è dovuta alle caratteristiche di fabbricazione e di provenienza della loro materia prima. Essi, infatti, sono realizzati in ogni parte impiegando foglie di tabacco intere, tutte provenienti dall'isola caraibica di Cuba (nello specifico, inizialmente nell'area chiamata Vuelta Arriba nei pressi di Santa Clara, successivamente in quella di Pianar del Rio, chiamata Vuelta Abaja). Per questa ragione gli Habanos sono chiamati "Puros". I "puros" vengono realizzati a mano da esperti artigiani. Dunque, nella maggior parte dei casi, entrate in possesso di un prodotto unico e irripetibile.

Per capire la straordinarietà della fattura di un sigaro "puro" è necessario conoscere le parti di cui è composto.

Ogni sigaro fabbricato "totalmente a mano" (iscrizione incisa nel retro delle scatole dei sigari interamente realizzati a mano) è composto di 3 parti: fascia (capa), sottofascia (capote), ripieno (tripa).

La capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo.
Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità, non hanno invece grande importanza nel determinare il 'sapore' del sigaro. Il capote è la cosiddetta 'sottofascia' del sigaro, composta da foglie di seconda scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa della fascia.
La tripa è il 'ripieno' del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto più sottili di quelle usate per la capa. Esse vengono raccolte da una varietà di tabacco diversa, detta criollo. Le foglie terminali della pianta, più potenti e ricche di nicotina sono dette ligero, quelle intermedie, dette seco, sono quelle più aromatiche, mentre le foglie più vicine a terra, dette volado, non hanno proprietà organolettiche particolari, ma hanno un'ottima combustibilità.

Tutte le foglie utilizzate per la realizzazione dei "puros", per essere tali, devono provenire tutte dalla stessa area geografica - nel caso dei cubani, ricordiamo, si tratta di Pianar del Rio-.

Naturalmente oggi troviamo sigari di altissima qualità anche in altre zone del mondo. Ad esempio in Repubblica Dominicana, in Nicaragua e nell'Honduras. Seguono, ma ad un livello inferiore, l'Ecuador, il Brasile, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Messico, l'Indonesia (Sumatra e Giava) e gli stessi Stati Uniti (Florida e Connecticut), oltre all'Italia col suo sigaro toscano.

Il rispetto da parte delle Fincas cubane dei criteri di realizzazione dei "puros", incide, ovviamente, sul prezzo del sigaro. Infatti, generalmente, gli altri Paesi produttori di sigari, per abbattere i costi di produzione, scelgono di specializzarsi nella produzione di un solo tipo di foglia. Ad esempio il "nostro" sigaro Toscano - salvo eccezioni - non può essere considerato "puro": la capa del Toscano è realizzata con foglie di tabacco Kentuky, di provenienza americana, mentre la tripa è solitamente italiana!

Queste informazioni hanno un carattere esclusivamente divulgativo e di introduzione alla cultura del sigaro, pertanto non intendono valere come giudizi incontrovertibili. Ogni vero appassionato di sigaro che si rispetti sa che la migliore prova cui sottoporre un sigaro è quello del proprio personalissimo gusto.

PER COMINCIARE
Se non avete mai fumato un sigaro, vi siete persi un'esperienza che raccoglie una infinita gamma di sensazioni. Non è facile consigliare un sigaro, poichè la "fumata lenta" è legata a situazioni, cibi, bevande e, ovviamente, alla sensibilità di cui ognuno di voi è dotato. Prima ancora di scegliere le vitolas che più si accordano ai vostri gusti, è bene conoscere alcune caratteristiche che possano aiutarvi a individuare sigari di qualità e loro caratteristiche.

SIGARI PER ORIGINI
NICARAGUA - CUBA
HONDURAS - ITALIA
MESSICO - R:DOMINICANA
DAL 1870 CON LA SERIETA' DI CHI FA DEL MESTIERE UNA VOCAZIONE

CONSIGLI:
1. Il primo consiglio del Doganiere è quello di fidarsi solo dei propri sensi quando si fuma un sigaro, che sia sudamericano o italiano.
2. Il secondo consiglio è quello di affidarsi solo a professionisti del sigaro, i soli che conoscono il modo migliore per conservarlo in ambienti umidificati a regola d'arte e che sappiano la differenza tra un sigaro ed un'altro

SIGARI UMIDIFICATI
E FRAGRANTI PER GARANTIRE IL PIACERE DI FUMARE

COME CONSERVARE I SIGARI:
E' fondamentale sapere che i tutti i sigari naturali necessitano di una corretta conservazione in un ambiente ben umidificato. Avete comprato da poco il vostro primo sigaro naturale, che sia sudamericano o italiano, non ha importanza. In casa non avete un umidificatore, non ancora. Esistono dei modi per conservare il vostro sigaro fino al momento che lo fumerete. E' sufficiente fornirsi di una scatola, se di cedro ancora meglio, un igrometro, un piccolo contenitore di plastica riempito di acqua.